TOMMASO CASCELLA


la critica


Voglio essere giorno
C'è un taglio, una fessura, sulla strada principale di Amelia, fatto per vedere l’antica strada romana che passa a circa un metro sotto il piano calpestabile. I palazzi che si affacciano su questa strada hanno finestre nuove (1600 circa) e finestra ormai murate (1000 circa). Rimangono le cornici di quelle più vecchie, si leggono i contorni di mattoni e pietre, si intravedono bifore e davanzali. .Amelia è fatta a strati, ogni periodo ha visto le sue distruzioni, sepolture, spostamenti. Il taglio sulla strada, la visione delle pietre romane sul fondo, sono l'equivalente di un taglio di Fontana, sono uno :sguardo su una diversa dimensione; le finestre senza sguardo e funzione sono un gioco surreale e inquietante.
La mostra che vado a fare ad Amelia non può essere estranea a questo contesto di storia e stili, si tratta della vecchia faccenda, tutta italiana, dove l'artista contemporaneo deve dialogare e confrontarsi con i suoi avi. Un faccenda affatto semplice, perché i manufatti di Amelia sono potenti ed evocativi, sono tanti, bellissimi e volutamente nascosti. Non possiedono la sfrontatezza del barocco romano o di certi colpi di teatro senesi. Ad Amelia tutto è celato per il dubbio che forse, questo tutto sia troppo, sia esagerato. C'è una forma di censura, di cattolica pudicizia.
L'Arte va data con parsimonia, è un piacevole medicamento dell'anima che, se si eccede, toglie l'intelletto.
Questa discrezione tutta umbra - mi viene da dire: tutta umbratile, è la cifra della mostra.
Presento dei quadri fatti di sola pittura, senza rilievi, collages e ferri ai quali sono legato da anni. Solo colore su tela come si fa con la pittura. Un ritorno (ma non c'è stata mai partenza vera) al ;classico. Ecco perché trovo perfetto esporre in una cittadina come Amelia. Il mio lavoro vicino alle pietre ciclopiche, agli affreschi manieristi, alle linee felici e perfette del chiostro e a quella santità pervasa da uno stupore francescano per il bello, per fratello sole e sorella morte, per la luce e il suo contrario indissolubile che alimentano la tavolozza del pittore .
 
                                                                                                      Tommaso Cascella
 

 

                            

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