ANNITA MECHELLI

 

  la critica

 


Entrata nel dominio dell'arte, Annita Mechelli è la prima donna nel mondo che ha realizzato un monumento contro la violenza e di grandi dimensioni "900 minuto. Pace negli stadi", eretto nella piazza antistante lo stadio di Ascoli Piceno.

Con tale opera la scultrice ha raggiunto i più alti livelli di valore espressivo e simbolico. L'irrequieta fantasia dell'artista si muove incontro a mete le più varie. Il "Cristo nella Croce" è una delle sculture più avvincenti. Lo strazio della pena crudele ha lungo lamento nelle carni contorte del Dio ancora uomo e perciò legato al dolore. Un sacrificio che in questa rappresentazione scultorea evoca profonde malinconie e religiosi, più intensi richiami al vivere, con le sue insopprimibili ansie.

L'artista non ha confini. Con la sua fantasia muove per cose e mondi senza limiti. Quando la notte di schiude la via dell'animo al tormento delle crisi esistenziali Annita Mechelli sente più intenso l'impulso creativo che, libero dai vincoli del giorno, spazia nei cicli dell'astratto a incontrare nuove immagini d'arte. Di questa condizione e testimonianza l'opera "Amore per un fantasma".

Annita Mechelli ama stare all'aperto. Le piace andare a cavallo. I liberi, solitari orizzonti, le voci della campagna la rip0l1ano alle pure sensazioni degli anni più giovani. Estrosa, ma timida, odia innegabilmente orologio e calendario; perde le chiavi. La sua vita è l'arte. Ascoltare le voci dell'al1e sono le sue ore, i suoi minuti. Tradurre in fonna le fantasie è il suo vero motivo di esistere. Vivere per la scultura ed avere la scultura per vita: questa è oggi Annita Mechelli. Un'artista che, nel mondo contemporaneo, ha già una sua luce di prestigio e di merito.

Denis Bolven

Associazione internazionale Critici d'Arte - Londra


Come nei dipinti anche nella ricerca plastica,l’inclinazione naturale dell’ artista è quella di un racconto subliminale e fiabesco - in questo caso essenziale, chiuso e concluso. La ricerca plastica di Annita Mechelli è quanto mai diversa dai suoi colleghi contemporanei. Il suo piano narrativo ha una forte originalità formale/ un richiamo stilistico notevole/ un particolare gusto per la rappresentazione simbolica. La sua forza sta proprio nel sapere esteriorizzare appieno i suoi soggetti. Ogni scultura è il riflesso di una soddisfazione completa nel mestiere di chi sa plasmare le forme e raccontare al meglio il suo mondo dove nulla è meccanico o scontato.
La sua preoccupazione (per qualsiasi materia si tratti) non è soltanto di ordine strutturale. Se la costruzione delle sculture/ il loro ritmo! la loro impostazione sono senzl altro 11 elemento base della sua ricerca espressiva/ non deve tuttavia sfuggire allI osservatore la sensibilità cromatica della superficie brulicante di rughe, di inci~~ioni/ di screpolature.
C’è nella Mechelli una forza plastica incontenibile/ felice/ ottimistal traboccante e tenera a un tempo. La sua scultura è il frutto di un temperamento in cui si agitano sentimenti/ emozioni diverse/ quelle del senso di una poesia che per 11 autrice è memoria/ ma anche presenza.
Altra mano espressiva è quella di questa signora quando si dedica con soave dedizione ed amore alla tavolozza. Annita Mechelli coniuga in modo mirato segno preparatorio e colore. In ogni composizione si ha sempre la sensazione del movimento. È pittrice surreale! antimetafisica/ magnificamente attenta alle "presenze// oniriche/ alle rivisitazioni. Per la nostra pittrice/ umbra come nascita/ ma con radici culturali nordiche/ la ritmicità è il motivo dominante di ogni sua composizione. La ritroviamo suadente in Va sulla montagna a prendere il sole oppure in Danzando sopra la luna omaggi alI/infanzia adulta. Virtuosa padrona della tavolozza/ Annita

PAOLO LEVI


LE FORME DEL SOGNO
La storia di Annita Mechelli è quella di una poetessa della figurazione. Narra fiabe originali tramite la pittura ad olio e la scultura in bronzo ed è sapiente in entrambe le discipline.
Questa artista delicata appartiene a una tipologia particolare di creativi lirici che, purtroppo, si sta sempre più rarefacendo sulla scena dell' arte italiana contemporanea. Vive solo per la pittura e la ricerca plastica, ed è rivolta a queste antiche professioni con orgoglio, umiltà. Un'umiltà che ha, a mio avviso, qualcosa di aristocratico.
Prima di addentrarmi nei contenuti, dove questa costruttrice di fiabe la fa da padrona, desidero affrontare la sua scrittura pittorica e plastica, dove la forma e il colore dei suoi bronzi, e la qualità del segno pittorico, fanno parte di una cultura che affonna le radici nella ricerca estetica del secondo Novecento.
Esiste in Annita Mechelli, sin dagli inizi della sua ricerca, la necessità di essere autonoma, di non avere padri di riferimento verso cui essere riconoscente, ma d'altra parte la sua tavolozza è curiosamente pregna degli umori espressivi che sono tipici degli artisti della Transavanguardia. Come signora della tavolozza, esprime una persuasiva cromìa., un virtuosismo tonale prezioso, tutto giocato sul contrappunto di lievi passaggi di luci e di ombre per meglio razionalizzare il racconto. Queste pagine pittoriche sono fiabe, ma anche progetti indirettan1ente scenografici dove la parte cromatica nulla sarebbe se non fosse, inizialmente, supportata da un disegno costruttivo che apre e chiude magicamente il momento narrativo fiabesco.

PAOLO LEVI