la critica


Con estrema naturalezza, mossa dall'universo mitico dell'infanzia che ancora conserva nel cuore, obbedisce agli impulsi dettati dalla fantasia, dove il tema è dell'eterno, dell'assoluto e dove tutto scorre ritualizzato, in gesti semplici che paiono rincorrersi senza posa. La metamorfosi della natura esplode dalle sue viscere, consentendole di ritrovare il fascino dl gioco, l'avventura di un linguaggio originale capace di riaccendere angoli bui dell'inconscio, illuminare visioni che la memoria ha sopito. Quello che più colpisce nei lavori di è la volontà di dare vita e dinamismo al colore. Dalle sue tele affiora la pulsione di un'energia interiore immediata, inarrestabile, che prende forma dal suo gesto Così nell'opera "Tramonto", sospesi fra anonimi grattacieli di una moderna metropoli, il sole e la luna paiono mettere in risalto una sorta di contrapposizione tra la natura e l'uomo. La  stessa ordinata organizzazione delle superfici, vissute attraverso una trama affollata di eventi segnici, diversamente dislocati, fuori da qualsiasi convenzionale sistematicità, rende il tangibile dell'autrice, quasi un tracciato della storia dell'arte, un percorso senza tempo che appartiene a tutti noi. Cromatismo e forme spiegano quindi il pensiero e l'anima dell'artista mediante una comunicatività accattivante e  semplice, che non incute soggezione, ma ci spinge ad entrare, a varcare la soglia. O meglio a camminare lungo un filo di cielo sospeso sull'abisso di palazzi e strade che all'improvviso diventano vissuti. L'imperativo di è dunque lo stesso di coloro che non hanno mai dato peso agli "ismi": quello di dare impulso soltanto alla propria sensibilità cogliendo ciò che a vita ci propone ogni istante, ognuno diverso dall'altro.

 

                                                                                                        Elisa Bergamino