SANSEVERINO (Pascà)  

                                      la critica


Pasquale Sanseverino, in arte ‘Pasca’, entra con forza nel novero delle nuove generazioni pittoriche che hanno qualcosa di importante da comunicare. S’intuisce, infatti, dietro al consolidamento di una tecnica che va via via maturando, dalla plasticità di un colore che assorbe le immagini in un gioco cromatico esuberante e nello stesso tempo controllato, il desiderio di conoscenza e di sperimentazione che si avvia a diventare sempre più essenziale, che permette al fruitore di scendere sotto la superficie per cogliere le vibrazioni e i significati più nascosti della sua pittura.
Nell’artista partenopeo emerge prepotentemente la freschezza di un’impostazione che procede sul filo di un’ambiguità voluta, allo scopo di penetrare più a fondo la realtà, simbolo inusitato della precarietà del tempo.
Attraverso la metamorfosi dell’arte, Sanseverino ci comunica una vitalità avvolgente e travolgente che permette all’osservatore di cogliere movimento e luce, l’incanto di sottili emozioni che esaltano le atmosfere e i ricordi. La stessa pennellata sicura spalanca nuovi livelli interpretativi capaci di raffigurare il tutto che ci circonda nel suo quieto scorrere.
Si tratta dunque di una pittura che non obbedisce a convenzionali regole scolastiche, ma si presenta come pretesto che riesce a liberare la fantasia fondendo elementi autobiografici con sensazioni nuove ed esaltanti.
La sua origine partenopea, inoltre, gli permette di entrare a far parte di quella tradizione luministica e cromatica che ha fatto scuola nell’arte italiana a partire fin dal ‘600, unendo vitalità e raffinatezza, sensualità e dolcezza. Sanseverino si nutre anche di tale naturalismo che non finirà mai di stupire e incantare, rilanciando la poesia dell’arte italiana con un tocco di anticonformismo e innovazione. 

                                                                                                                                                                            Elisa Bergamino