MESISCA

la critica


In una epoca in cui figurativo e concettuale sono motivo di scontro e di dibattito, Romeo Mesisca apre un terzo fronte, che ha il merito di essere suo e personale. Egli pone lo spirito e la fantasia a contatto con la tela e li inserisce tramite il disegno ed il colore in un confronto di idee e di forze che sfociano nella descrizione di un mondo che, pur riconoscendolo come di nostra tradizione e cultura, lo sente più intenso di oscuri presagi, più sospeso di future minacce. Pittoricamente assistiamo ad una operazione di recupero dei valori dell'immagine con applicazione dell'idea di Schopenhauer. Così Romeo Mesisca dipinge una vita dal significato spesso illusorio, frenata nei suoi atteggiamenti più naturali e spontanei, spinta dal bisogno sino al dolore o all'apatia, una vita di cui la sua pittura traccia uno stato che si puo0 trovare nella profondità dello spirito e della ragione. Personaggio centrale dell'osservazione è l'uomo, attorniato da colori caldi ed intensi, capaci di assorbirti e di esaltarti nei rossi imbruniti di fuochi consunti e di verdi perlacei che riflettono vivide luci o simboli dai bianchi ghiacciati. La rappresentazione della figura che si identifica con l'umanità è moderna, scattante in un movimento di altalena tra il reale nell'immaginario, tra il sogno e il risveglio. Forse si potrebbe pensare a qualcosa che è al di fuori od oltre la vita. E' invece il recupero di una profonda realtà interiore, è la trasposizione in pittura dell'inconscio. E negli squarci geometrici dei suoi piani asimmetrici l'artista impone la forza e la creazione di immagini strutturate in caldi ed intensi cromatismi, ove la forma è circoscritta tramite la vigoria della linea. Così nell'opera dal titolo: "La quercia". Nello spazio di una tela dalle ampie misure Romeo Mesisca traccia le connotazione di una vicenda interiore, rivissuta dall'io profondo, dove l'espressione del vivere è l'apporto della monotonia, p il contrario del quotidiano. Non c'è racconto , ma la vicenda di un corpo femminile sovrastato dal tondo di un paesaggio, in un contorno di piani spigolosi e di colori fluttuanti,. Ogni dipinto è la continuazione dell'atro, perchè il racconto di una comune vicenda che si chiama Vita. Infatti queste raffigurazione segnalano un percorso che, da un contesto di situazioni enigmatiche e cupe fanno scorgere anche un'ansia liberatoria, la ricerca di un equilibrio che si ritrova proprio nel quadro dal titolo:"La Speranza". Una verde agave in primo piano che si scontra con la profondità prospettica, in cui è collocata una natura tempestosa e l'intuizione di tre immagini battute dal vento, racchiuse su un tutto unico con il loro dolor. Viste dal dietro esse sembrano far parte della  natura. Rocce forse se non fosse per quei capelli scomposti che celano volti rassegnati al fato. Una serie di quadri la cui bellezza nasce e si valorizza insieme alla comprensione che matura nel silenzio dell'osservazione. con dizione questa che permette di inquadrare e capire le opere come svolgimento di una storia pubblica che parte da una privata ma artistica introspezione. Romeo Mesisca: una figura viva presente nel panorama della pittura italiana e del pensiero europeo, che dipinge il mondo caotico di oggi posto in un contesto spaziale e focalizzato con la forza e la virtù della professione, per cui ci dà la possibilità di comprendere immediatamente la forma ed anche l'intuizione sospesa nel colore. Risoluzione questo di un dualismo che pone tutta l'opera di Romeo Mesisca in una posizione di innovatore, confermato dalle solide basi di una lunga e partecipe esperienza.

Prof. Giorgio Falossi
Storico e Critico d'Arte

 

...Romeo Mesisca è uno dei pochi pittori del panorama artistico che concepisce ancora la materia, il colore, il segno come pretesti per avvolgere il mondo nella sua tragedia, per capirlo nella sua opacità, per attraversarlo nella sua oscurità ...

Renato Guttuso - 1976


 

...si avverte nella pittura di Romeo Mesisca l'influsso esercitato dagli amici della "giovinezza artistica" Guttuso, Festa, Schifano, anche se vi è un continuo discorso dialettico con il colore "piegato" alle sue esigenze per poter "raccontare" e rendere evidente l'impeto dell'energia vitale della natura di cui fa avvertire, con il profumo, gli umori tipici dell'ambiente mediterraneo nel suo incorrotto e primitivo fulgore ...

Vito Cracas - 2002